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TEATRONEXUS
L'IMPORTANZA DI ESSERE ERNESTO |
"Essere stato trovato in una borsa, Signor Worthing, mi sembra una tendenza alla sbadataggine, nonché un atto di ribellione analogo ai fatti della Rivoluzione Francesce, e spero lei sappia, signore, a cosa portò quel deplorevole movimento..." |
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L'IMPORTANZA DI ESSERE ERNESTO - 2008 - Vedi la locandina
Wilde parla alla
Londra Vittoriana, prendendosene gioco con ineffabile raffinatezza. Il motivo
per cui quest’opera fu accolta con molti applausi dai suoi contemporanei fu che
riusciva a far ridere gli inglesi di se stessi. Noi siamo italiani e mostriamo
quest’opera a un pubblico italiano. Come possiamo perseguire oggi lo stesso
effetto? La risposta non può prescindere da un’altra fondamentale domanda: chi
vogliamo che sia il nostro pubblico? Insieme al pubblico adulto, che
generalmente ama frequentare i piccoli teatri ed è spesso ben disposto nei
confronti di qualunque commedia, noi vorremmo si avvicinasse a noi anche un
pubblico più giovane, meno abituato a frequentare la prosa. Per questo tipo di
pubblico è difficile identificarsi nella sofisticata ironia e nell’umorismo di
Wilde. Eppure i quattro protagonisti della commedia sono esattamente ventenni o
poco più, siccome lo sono anche i nostri interpreti, ci siamo permessi di osare.
Abbiamo fatto del rock la nostra atmosfera. Riteniamo che la musica sia tra i
principali motivi che spingono i ragazzi di vent’anni a prenotare un volo
low-cost per Londra. Non ci siamo però fermati alla colonna sonora, ma abbiamo
approfondito l’atmosfera rock servendoci anche di colori, trucco e costumi,
nuove scene disegnate per l’occasione in originale dall’illustratrice Giovanna
Gazzi. Abbiamo voluto provare a sistemare tutto come se fosse il set di
videoclip.
Con questo linguaggio, nuovo, sfacciato, intendiamo rivolgere il nostro spettacolo anche a quei ragazzi che della Londra rock, punk e folk hanno fatto un mito. Sempre a loro rivolgiamo il nostro invito a ridere di sé. Questo spettacolo è un modo come un altro per far emergere i loro eccessi e la loro sregolatezza senza colpevolizzarli, ma tentando di far vibrare le loro corde emotive. Abbiamo perciò fatto un Ernesto alcolico e fumoso. Abbiamo sottolineato i conflitti generazionali e ideologici.
In più c’è la passione che i nostri
giovani interpreti ci hanno voluto mettere. Il nostro obiettivo? Ci piacerebbe
che il nostro pubblico si divertisse e ridesse a crepapelle. Soprattutto ci
piacerebbe che tornasse a teatro dopo aver visto noi, per vedere qualcos’altro,
qualsiasi cosa che sia alternativa a... sbronzarsi in un pub senza musica.
Fotografie sul set di Marco Silvestrini ![]() ![]() Fotografie di scena di Nicola Tinazzo, illustrazioni, bozzetti e locandina di Giovanna Gazzi A PROPOSITO DI OSCAR WILDE Nasce a Dublino nel 1854.
Decadentista ed Esteta, intellettuale in senso stretto. Compie studi classici
nella capitale irlandese al Trinity College e li approfondisce poi a Oxford. Di
seguito si stabilisce a Londra, dove per l'ingegno brillante e le pose
stravaganti si impone presto nei circoli artistici e mondani. Viaggia molto:
Francia, Italia, Grecia, Nordafrica. Nel 1882 è negli Stati Uniti per un
fortunato ciclo di conferenze. Sposato,due figli. Oltre che autore di saggi,
racconti, testi teatrali e fiabe per adulti, Wilde è antesignano opinionista (la
cui eccellenza è – e sarà sempre – difficilmente raggiungibile dai nostri
contemporanei). Critico letterario per la Pall Mall Gazette ed altri
periodici, dirige la rivista femminile The Woman's
World (1885-89).
Regia di Barbara Chinaglia. Traduzione
dall'originale di Angela Chinaglia e Nicola Berto. Adattamento e testi
attuali di Barbara Chinaglia e Marco Silvestrini. Con Alessandra Squatrito,
Riccardo Santato, Nicola Berto, Angela Chinaglia, Federica Rossin, Lucia
Rizzato, Claudia Emilia Turolla, Elisa Chinarello e Ludovico Rizzo. Scene e
illustrazioni di Giovanna Gazzi. Soundtrack designer: Marco
Silvestrini. Costumi e restyling di Barbara Chinaglia, Giovanna Gazzi, Anna
Casarotto e Chiara Vallini. Tecnici in sala: Barbara Chinaglia e Marco
Silvestrini.
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